4 Uomini e 1/4,2195 di Maratona

Metti 4 amici, una città deliziosa (cit.) e una maratona, ok, non è una maratona, sono 10Km ma non facciamo i pignoli, e si ottiene un weekend di quelli che difficilmente dimentichi.

Certo, i nostri  eroi (sempre i 4 uomini) ne avrebbero di cose da raccontare riguardo queste giornate passate insieme, ma indubbiamente l’elemento centrale di questa 3 giorni è stata la maratona (si, continuerò a chiamarla così per tutto il post, mi riferirò sempre alla 10Km (ndb)).

Non è facile descrivere le emozioni vissute negli istanti precedenti al via, quelli durante l’oretta scarsa di corsa e quelli all’arrivo, ma in queste poche righe ci proverò (rileggendo tutto forse le righe non sono così poche, ma vi assicuro che non vi annoierete leggendo, lo spero, nel caso evitate di dirmelo, grazie).

Ma andiamo con ordine.

Sveglia alle 7 per una colazione da campioni, 250 gr di pasta a testa, ah no, non ce la faremmo in tempo, ci saremmo dovuti alzare almeno alle 6. Passiamo al piano di riserva: un bel paio di fette biscottate con il miele. Altro inconveniente, mancano le fette biscottate! Vabbè, si sopperisce con dei biscotti cannella e zenzero e biscotti con marmellata di fico (figa in sloveno) si, perché come dice il detto “tira più un biscotto di figa che un carro di buoi”.

Ok, ci si lava ci si veste, indossiamo le magliette personalizzate fatte appositamente per la giornata, e probabilmente dureranno solo per quella giornata considerate le pessime stampe, e vai con lo stretching, ma anche no, dobbiamo mettere i chip tra i lacci delle scarpe, poi chi deve mettersi una ginocchiera, anzi due, chi alzarsi i calzettoni perché pare stia andando a giocare a calcetto, chi saltella come una cavalletta senza apparente motivo, e chi invece, inutilmente direi, un po’ di esercizi li riesce a fare, ma sarà l’unico strappato della giornata.

Si scende, freddo polare, umidità che ti entra nelle ossa, nebbia che si taglia a fette (le uniche fette della giornata), gente che inizia già a correre. Nulla ci fa paura e ci incamminiamo verso il via, saranno stati buoni un paio di km, ma ormai non ci ferma più nessuno, siamo carichi!

Tutti carichi
Siamo carichi e sorridenti!

Ci siamo, la gara è già in salita, partiamo praticamente ultimi perché arriviamo tardissimo, ma giusto in tempo.

Andiamo ragazzi! Passiamo sotto lo start tutti insieme fianco a fianco, e poi via! Liberi! Che ognuno faccia la propria gara e che vinca il “meno peggio”.

E da qui in poi inizia la mia personale maratona. Lancio runtastic per monitorare l’andamento e poi perché fa figo condividere i risultati su Facebook.

Sono gasato, inizio ad andare del mio passo, ma c’è tanta, troppa gente che va più lenta da superare, il primo Km è tutto così, più che una corsa sembra uno slalom.

Il pubblico incita tutti i partecipanti, c’è chi urla, chi utilizza fischi, pentole e chi più ne ha più ne metta. incita anche me o magari mi bestemmia contro (chi lo capisce lo sloveno…)  riconoscendomi italiano grazie alla bandiera tricolore stampata sulla maglietta.

Ma io non dovrei sentire tutto ciò, ascolto la musica dal mio smartphone, anzi no, nella confusione iniziale ho dimenticato di farla partire. Direi che dopo un paio di Km posso lanciare la playlist, ma non posso scegliere, perderei tempo, va bene quella che c’è già… Adele, beh, forse non è esattamente la cantante migliore per una corsa sostenuta, se vado a ritmo di musica arrivo dopo 3 ore. Cambio, per forza, prendo il primo album che mi capita: Il greatest hits degli Articolo 31. Non ti caricherà come Eye of the tiger, ma va bene lo stesso. Soprattutto non posso distrarmi, e di distrazioni per strada ce ne sono abbastanza.

Il passo mi sembra buono, mi godo il percorso, manca poco al rifornimento dei 5 Km, voci di corridoio dicono ci siano vaschette di miele, marmellata, banane, succhi di frutta, gatorade, red bull, manca solo cornetto e cappuccino e abbiamo fatto la colazione! Ma le voci sono falsissime, viene offerta solo acqua, presumibilmente piovana, presa da grossi bidoni. L’acqua è a temperatura ambiente, ottima scelta se stessimo in primavera con una bella giornata di sole, ma non quel giorno, l’acqua è ghiacciata, si rischia un’ecatombe, la congestione è dietro l’angolo, quindi giusto un sorso per rendermene conto e poi il resto è solo bevo/sputo finché non si esaurisce l’acqua.

Sono a metà dell’opera, il resto sarà tutto in discesa, adesso conto i km che mancano, non più quelli fatti, tanto ho già in mente la tattica: continuo di questo passo fino al 9° Km e poi si dà tutto negli ultimi 1000 metri, ma come al solito ho fatto i conti senza l’oste, e così già al cartello dell’8° Km (uno dei pochi visibili tenendo un’andatura discretamente sostenuta) inizio ad accusare la fatica. Provo a darmi la carica passando ad ascoltare i Daft Punk ma le gambe non vanno come vorrei.

Il pubblico invece è sempre più numeroso, più carico e ti dà la forza di provare a dare tutto quello che hai!

Ecco, manca solo un Km, ci sono quasi, ora c’è il tappeto blu a terra, significa che siamo in dirittura d’arrivo, vedo il traguardo, non è un miraggio. Faccio gli ultimi metri fiero di me, stanco ma con il sorriso, come fossi un vero maratoneta alle Olimpiadi, ce l’ho fatta, Provo a vedere il mio tempo sul tabellone, per farmi un selfie, manco fossi Usain Bolt, ma arriva troppa gente insieme, non riesco a vedere il mio nome.

Il selfie migliore però lo faccio con la medaglia ricordo al collo insieme ai miei compagni d’avventura meno uno, che arriverà dopo un bel po’, ma questa è un’altra storia, magari ve la racconterà il diretto interessato.

Selfie maratona -1
Ecco il selfie dei 4 uomini meno uno

Tante emozioni, tantissime! Sarò ripetitivo, ma vedere tutta quella gente intorno che urla e ti incita senza sapere nemmeno chi tu sia è una sensazione bellissima, posso solo immaginare cosa provano i veri atleti durante una gara.

Dopo questa bella avventura abbiamo deciso di allenarci (anche se ad oggi mi pare di capire che ancora nessuno abbia fatto nemmeno 100 metri di allenamento) per fare tante altre gare di 10Km, per migliorare il nostro tempo e magari approfittarne per visitare qualche bella città. E la cronaca sarà sempre qui, su questo blog.

“This is Ljubljanaaaaaa”

ps: il titolo è dedicato a tutti quelli che “ah, ma non è una maratona, sono solo 10 Km”

Al prossimo post…

Ora

Stasera il cielo cerca di trattenere la pioggia come una bimba che è appena stata sgridata trattiene le lacrime.
Il rosso del lampioni si fonde con il grigio di questa notte che ha l’aria di una signora stanca e piena di se. Le strade sono calme, e i rumori della città caotica, lontani.
Il senso di calma che trasmette questa città stasera è strano, vivace e nuovo. L’alcool in circolo e la musica nelle orecchie aiutano a non pensare, mentre i passi restano scanditi, decisi, il rumore della plastica sull’asfalto mi distrae per un secondo. Cammino, osservando un volto nuovo di queste vie, respirando la libertà di stare in strada poco prima di una tempesta, sfiorandola con un dito per pochi secondi,consapevole di avere un luogo caldo e riparato che fa da fortezza.
Mi piace pensare a quello che è stato ieri, ad oggi, ma soprattutto a domani, al resto, al dopo tempesta.
Mi piace pensare alla luce che filtrava attraverso la finestra, alle risate inconsapevoli, alla musica dentro ad un garage, agli amici che restano anche se vanno, alle dita di una ragazza che si intrecciano alle mie.
Mi piace pensare che domani possa essere nuovo, e che il nuovo possa essere scoperto passo dopo passo.

Notte

Giro di mezza boa…

E finalmente eccomi qui, so che mi aspettavate! No? Come? Ah… non sapete nemmeno io chi sia… ah ecco… Beh, comunque:

benvenuti nel mondo delle parentesi 

Avete presente quando arrivate in ritardo ad una festa/cena e sono già tutti li, tutti perfettamente ambientati a chiacchierare tra di loro? Voi entrate e tutti vi guardano. Allora in preda all’imbarazzo cercate di dire qualcosa di simpatico, una frase ad effetto e… attimi di panico:

Che fare? Che dire? Ok cerchiamo di sembrare intelligenti: parliamo di… equazioni differenziali! No, no troppo nerd! L’uomo sulla luna? Naaa… l’acqua su Marte? No è old…

La vita ti passa davanti al rallentatore e… boom la sparate, e…

Attimi di silenzio, qualche faccia disgustata ed è fatta! A quel punto, tutti si rigirano e continuano, a sparlare amabilmente di amici e colleghi ed a questo punto forse anche di te.

Ecco, con questo “late post”, ora io mi sento più o meno così.

Ma ormai è fatta, e visto che abbiamo rotto il ghiaccio e gli indugi con la peggiore entrata che io potessi fare (esattamente come avrei fatto ad una festa/cena qualunque), ora posso continuare a scrivere godendo della piacevole e rassicurante sensazione di non poter peggiorare, ulteriormente, la situazione.

In questo primo post vorrei parlarvi un po’ di noi, del nostro gruppo, dei quattro uomini.

Ok, da dove iniziare, ehm… si, da me! Mi presento, io sono il nerd/spammer del gruppo… Come voi ben saprete, in ogni gruppo che si rispetti ci sono: il bello, l’amicone, l’esuberante, il simpatico, il nerd, quello che appende, etc.. (potete riusare questa frase mettendo le vostre categorie preferite… funziona sempre, insomma, è quel che si dice “una frase originale”).

Dicevo, ecco, io sono il nerd, e, se vi state chiedendo chi ricopra gli altri ruoli, beh questo non posso scriverlo. Come i migliori supereroi tentiamo di mantenere la nostra identità segreta, (vero Ste?). In ogni caso siete liberi di farvi la vostra idea.

Per te, membro del gruppo, si, proprio tu, parlo con te! No, non sei tu il bello! L’ho messo solo per fare scena!.

Io, Stefano, Marco e Nicola (tanto per mantenere l’anonimato) ci siamo conosciuti per caso in una notte estiva di pioggia nella quale…

Ok, non posso farlo! Non posso mentirvi.

Insomma, non pioveva e non era una notte e.. non era estate e, in realtà, non c’è mai neanche stato un vero è proprio momento  memorabile associabile al nostro primo incontro. Anzi, per dirla tutta, non ci siamo nemmeno conosciuti tutti insieme. Insomma, una cosa piuttosto banale.

Io e Nic ci siamo conosciuti perché io ed i miei coinquilini avevamo deciso di adottare un biologo. In realtà volevamo prendere un cucciolo, ma poi per questioni economiche, siccome i cuccioli tendono ad accollarsi e non pagano mai il pigione, abbiamo deciso per una cosa meno impegnativa: Nicola. In realtà questa scelta si è rivelata particolarmente felice e dopo sei mesi eravamo come fratelli, anzi, di più, gemelli… gemelli seimesi!

Nicola era amico di Stefano e Stefano di Marco e Marco di Nicola e (loop) e… insomma visti i forti interessi culturali, politici e filosofici che avevamo in comune (Playstation, partite del Napoli, Keynote etc…) abbiamo iniziato a frequentarci. Non voglio finire in sdolcinatezze ma questi tre individui, oggi come oggi, sono tra le persone a cui tengo di più (lo so un giorno mi venderanno per trenta denari). Ora, dopo più di un anno passato insieme tra appese, FIFA, partite del Napoli, appese, Panini del Doc pub, Monopoli, appese, Asphaltate etc etc (e appese) le nostre strade si sono divise.

(musica drammatica)

Io sono partito per Ljubljana (vergognati e clicca qui se non sai dov’è Ljubljana), ma la nostra amicizia, in qualche modo, non è cambiata. Ok, sul serio, io non vorrei finire questo post con il lieto fine, ma non posso fare altrimenti. Quindi tu, temerario che, nonostante tutto, stai ancora leggendo, se ti senti deluso da questo finale, metti lo stesso like e stay tuned, che magari ci appiccichiamo o chessò, na “maleparola” ci scappa sempre! 😉

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